Nei Dintorni


  • Affresco nella chiesa di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba
  • Palazzo comunale di Alba e Chiesa del Duomo
  • Palazzo comunale di Bra
  • Chiesa di Sant’Andrea
  • Chiesa Santa Chiara a Bra
  • Castello Pollenzo sede dell’UniversitĂ  del Gusto
  • Le colline delle Langhe
  • Castello di Pollenzo
  • Feste al Castello di Grinzane
  • Rappresentazione al Castello di Grinzane
  • Rappresentazione storica al Castello di Grinzane
  • Ritratti Bach e Bernini
  • Creazioni di Gioachino Chiesa esposte nella gipsoteca a Santa Vittoria d’Alba
  • Facce create da Gioachino Chiesa

Luoghi d’interesse nelle vicinanze:

Alba (Fiera del Tartufo)

Gli antichi lo consideravano cibo degli Dei, con poteri afrodisiaci ben utilizzati dall’ardente Giove, il tutto mentre i ricettari romani consigliavano di cuocere i Tuberi (la classificazione dei funghi arriverà molto secoli più tardi) sotto la cenere e di consumarli con il miele. Nel Medioevo si diffidava di queste strane creature della natura, temendone effetti velenosi. La consacrazione arriva solo negli ultimi due secoli, alle corti dei nobili, anche se la cucina povera del territorio non disdegnò mai un’insalata di tartufo che a prezzi correnti farebbe oggi tremare molte carte di credito.

Bra (Cheese)

Credo che il grande successo di Cheese dipenda prevalentemente dall’incontro tra consumatori e artigiani. Troppo spesso sono divisi da distanze eccessive, ma durante la manifestazione di Bra si crea un legame vero e tangibile. Il successo di Cheese cresce perchĂ© la gente è in cerca di autenticitĂ  e gli incontri con produttori, affinatori o chiunque altro appartenga al mondo del formaggio sono scambi veri. Ancor di piĂą perchĂ© i clienti assaggiano i prodotti: non c’è spazio per la disonestĂ .

Dall’inizio del ‘900, i Giolito hanno dedicato ogni energia per scoprire, affinare e commercializzare il meglio della produzione di formaggi regionali e nazionali.
La ricerca di raritĂ  presso i margari delle valli, la pratica sapiente della stagionatura, il continuo contatto con la gente del mercato, costituiscono il “patrimonio genetico” dell’azienda dei Giolito.
E oggi, incontrare Fiorenzo Giolito al suo banco in piazza o nel nuovo punto vendita di Bra, entrare nelle celle di stagionatura, ( dove convivono tradizioni e moderne tecnologie ), visitare la mostra della vecchia filiera del formaggio…. non offre soltanto la possibilitĂ  di acquistare prodotti di eccellenza, ma anche di scoprire la “cultura del formaggio” e di partecipare ad un’esperienza maturata con autentica passione. Un’esperienza che Fiorenzo è davvero sempre pronto a condividere.  www.giolitocheese.it

Castello di Serralunga


Serralunga deve il suggestivo nome alla sua posizione: un minuscolo gruppo di case languidamente allungato sul crinale di una collina sospesa tra nord e sud, come se davvero fosse una lunga “serra” capace di proteggere con il suo particolare microclima primizie e prodotti introvabili altrove.

La sua importante tradizione enologica ha portato il nome di questo paese così piccolo sulle tavole di tutto il mondo, ma la natura selvatica, chiusa ed un po’ aspra di questa terra si legge ancora oggi nelle rughe e nei solchi che scavano i vigneti e i visi dei serralunghesi. Ed è questo… forse, il fascino di Serralunga: la sua voluttuosa ritrosia a concedersi” alle lusinghe turistiche, la sua testardaggine a voler rimanere lontana dalle carte patinate dei tour operator per offrire la sua vera natura, severa ed incontaminata, solo a chi la saprĂ  scoprire, percorrendo con affettuosa pazienza e con devozione ogni piĂą piccolo solco, ed ogni ruga, delle sue antiche mura.

Castello di Grinzane

Tra i piĂą antichi e importanti delle Langhe, corredato di uno stupendo belvedere dominante i vigneti che si estendono a perdita d’occhio, il castello è un imponente edificio a pianta quadrilatera con un’alta torre, le cui origini risalgono al 1200.

Nel 1832 la costruzione pervenne all’amministrazione di Camillo Benso di Cavour: vi soggiornò dal 1832 al 1849, è ancora oggi possibile visitare la sua camera e ammirare le sale che custodiscono arredi d’epoca e cimeli cavouriani. Qui il Conte si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione.

Oltre al ristorante, il castello ospita l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour (prima nella regione) ed i due musei (Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico).

Castello di Barolo (Wimu)

Il vino Barolo prende il nome dal paese omonimo. E come il suo vino, anche il borgo di Barolo ha origini antiche e profonde.

La scelta di creare un nuovo museo, generalmente, mira a consentire a una collettività di rapportarsi con i valori culturali espressi dal proprio patrimonio storico, artistico e antropologico. Museo non come puro contenitore di oggetti, dunque, quanto piuttosto un’istituzione in grado di svolgere in modo omogeneo le funzioni di conservazione, fruizione e valorizzazione di un bene culturale.

Se dunque la produzione del vino, e il territorio di cui questo vino è frutto, rappresentano un potente fattore di identità culturale di un’area, la mancanza di un museo dedicato alla cultura del vino costituiva una lacuna da colmare.

E quale luogo meglio di questo per raccontare la storia, le tradizioni e l’economia di un prodotto – il vino – che nel Barolo ha uno dei suoi principali alfieri nel mondo?

Lo scenario architettonico – il castello Falletti, immobile di indubbio pregio storico – consente di valorizzare appieno la cultura enoica. E in piĂą ha il vantaggio di coniugare le esigenze di mantenere vivo e attivo il maniero con quelle di ampliare la sua promozione e accessibilitĂ  pubblica.

UniversitĂ  di scienze gastronomiche a Pollenzo

Secolo Il a.C. Fondazione del primo nucleo romano di Pollentia


L‘UniversitĂ  degli Studi di Scienze Gastronomiche, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’universitĂ  non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano.

L’obiettivo è di creare un centro internazionale di formazione e di ricerca, al servizio di chi opera per un’agricoltura rinnovata, per il mantenimento della biodiversitĂ , per un rapporto organico tra gastronomia e scienze agrarie.

 

LA GIPSOTECA DI SANTA VITTROIA D’ALBA

Un luogo dedicato all’arte e al talento, immerso nel paesaggio e nella storia, sorvegliato dall’imponente castello e dalla torre, congiunto alla Confraternita di San Francesco.
La Gipsoteca di Santa Vittoria d’Alba rappresenta il punto di congiunzione tra il talento artistico dello scultore Gioachino Chiesa e le bellezze paesaggistiche del territorio.
La mostra si rinnova e vive delle opere con cui l’autore l’arricchisce: dal figurativo all’astratto, movendosi attraverso tecniche diverse ed innovative, sino al design, Chiesa, versatile ed instancabile, dona la sua energia ad ogni pezzo. Figure bianche in gesso, bronzi bruniti, forme in marmo rosa, disegni e quadri accolgono il visitatore per lasciare un messaggio espressivo a chi saprà coglierlo.
Gioachino Chiesa, originario di Santa Vittoria d’Alba, autodidatta, ha dedicato tutta la sua vita alla scultura. E’ cavaliere della Repubblica per meriti artistici e dal 2005 il suo nome è legato a Santa Vittoria d’Alba grazie alla mostra permanente presso la Gipsoteca comunale, oltre che al monumento ai caduti di tutte le guerre (1967).

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO A SANTA VITTORIA D’ALBA

Quella che è oggi conosciuta come chiesa di San Francesco nasce da tempo immemorabile come casa civile, assunta poi a sede della  confraternita“sancti spiritus de sancta uitoria”; se ne ha testimonianza in un legato testamentario dell’anno 1225 a favore dell’istituzione, raccolto  in un registrum compilato nel 1441 dall’allora priore Odino Capello.
Era situata super porta solani, ovvero sopra la porta che conduceva alla villa, e la poderosa torre che ne occupa l’angolo Sud-Est ne era forse il baluardo difensivo; documenti dell’epoca riportano questa collocazione aggiungendo che essa era utilizzata  pro reponendo de feno,  il cui affitto veniva pagato in natura con vino o prestazioni d’opera per la confraternita.

L’edificio racchiude un prezioso ciclo di affreschi raffigurante scene della passione del Cristo che si sviluppa per oltre 34 metri su tre lati della navata, databili intorno alla metĂ  dell’anno ”500, di autore sconosciuto.